Paul McCartney è morto nel 1966? Viaggio tra gli indizi del “complotto” più folle dei Beatles

Il 12 ottobre 1969, un DJ di Detroit ricevette una telefonata anonima: “Ascolta Revolution 9 al contrario e capirai che Paul è morto”. Da quel momento, il mondo non guardò più i Beatles con gli stessi occhi.

Secondo la leggenda del P.I.D. (Paul Is Dead), il vero Paul McCartney sarebbe morto in un incidente d’auto all’alba del 9 novembre 1966 e sostituito da un sosia, un ex poliziotto di nome William Campbell, per evitare un’ondata di suicidi tra le fan e salvare la carriera della band.

1. La copertina di Abbey Road: Un funerale a cielo aperto

L’indizio più famoso si trova sulla copertina dell’album Abbey Road (1969). Per i complottisti, la foto non è un semplice attraversamento pedonale, ma un corteo funebre simbolico:

  • John Lennon (in bianco): Il sacerdote o l’angelo.
  • Ringo Starr (in nero): L’impresario delle pompe funebri.
  • George Harrison (in jeans): Lo scavatore di tombe.
  • Paul McCartney: Il cadavere. È l’unico scalzo (un’usanza funebre in molti paesi), fuori passo rispetto agli altri e tiene la sigaretta con la mano destra (mentre il “vero” Paul era mancino).

2. La targa “28 IF”

Sempre su Abbey Road, parcheggiata sullo sfondo, c’è una Volkswagen Beetle con la targa LMW 28IF.

  • LMW: Sarebbe l’acronimo di “Linda McCartney Weeps” (Linda McCartney piange).
  • 28IF: Paul avrebbe avuto 28 anni SE (if, in inglese) fosse stato vivo. In realtà, nel 1969, Paul ne aveva 27, ma secondo il calcolo indiano dell’età (che conta anche il tempo nel grembo materno), i conti tornerebbero.

3. Messaggi subliminali: “Turn me on, dead man”

I sostenitori della teoria invitano ad ascoltare alcuni brani al contrario (backmasking).

  • In “Revolution 9”, la voce che ripete “Number nine, number nine” ascoltata al contrario sembrerebbe dire “Turn me on, dead man” (Eccitami, uomo morto).
  • Alla fine di “Strawberry Fields Forever”, John Lennon sembrerebbe sussurrare “I buried Paul” (Ho sepolto Paul). In seguito, John chiarì che stava dicendo “Cranberry sauce”, ma i dubbi rimasero.

4. Sgt. Pepper: Il lutto nascosto

Sulla copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, sopra la testa di Paul, c’è una mano alzata (simbolo di morte in alcune culture orientali). Inoltre, sulla grancassa, appoggiando uno specchio sulla scritta “Lonely Hearts”, apparirebbe il messaggio 1 ONE 1 X HE ⟵ DIE, che i fan interpretano come: “Tre membri (1 1 1) sono vivi, uno (X) è morto: lui (Paul) è morto”.

Conclusioni: Cosa ne pensa il diretto interessato?

Paul McCartney ha sempre scherzato sulla faccenda, intitolando persino un suo album live del 1993 Paul Is Live e ricreando la copertina di Abbey Road con i piedi calzati.

Eppure, nel 2026, la leggenda persiste. Perché? Forse perché ci piace pensare che i Beatles fossero così geniali da aver orchestrato il più grande gioco di enigmi della storia, o forse perché, in fondo, l’idea di un sosia perfetto che scrive capolavori come Let It Be o Hey Jude è la trama cinematografica più bella di sempre.

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